
I genitori, qualora non siano soddisfatti del servizio scolastico “tradizionale”, possono usufruire della scuola parentale, così scegliendo e organizzando una modalità di scuola “su misura” del proprio figlio/ o figlia. L’istruzione parentale è sancita dalla normativa scolastica vigente, come per esempio dal D. Lgs n. 297/1994 art.111 comma 2; D. Lgs n. 76/2005, art. 1 comma 4; D. Lgs n. 62/2017 art. 23 (per un approfondimento vedi qui https://www.miur.gov.it/istruzione-parentale [ultima consultazione 16/09/2020]). Purtroppo, ad oggi, in Italia, non sappiamo quanti genitori preferiscano la formazione parentale; sembrano però essere aumentati a partire dalla chiusura delle scuole, a causa dell’emergenza sanitaria. In Italia ci sarebbero già molte associazioni o privati che provvedono a offrire un servizio di homeschooling (vedi qui https://www.tecnicadellascuola.it/educazione-parentale-da-scelta-di-pochi-a-necessita-per-tutti-o-quasi [ultima consultazione 16/09/2020]).
Se l’istruzione parentale offre la possibilità di scegliere una didattica ritenuta “migliore” rispetto alla scuola, c’è il rischio che i genitori possano affidare i propri figli a personale non qualificato o (forse peggio) a esperti che praticano -esclusivamente- nella quotidianità un altro lavoro.
Inoltre, gli insegnanti privati contattati direttamente dai genitori potrebbero focalizzarsi maggiormente sul versante cognitivo rispetto alla cura e allo sviluppo delle abilità sociali, in quanto, a seconda dei casi, gli alunni potrebbero vivere il momento formativo in solitudine o in piccolo gruppo.
Il rischio di sbilanciare la formazione solo sui contenuti, trascurando la socialità è più forte quando c’è un alunno con plusdotazione (gifted student). L’alunno o l’alunna tende a fare molte domande che, certamente, dovrebbero essere assecondate dall’insegnante, però, parallelamente sarebbe importante supportare la crescita della socialità, dando la possibilità di giocare o comunque relazionarsi con pari in momenti destrutturati.
In questo senso, i genitori che optano per l’istruzione parentale oppure homeschooling, affinché gli alunni (tutti, gifted compresi) possano sviluppare sia le conoscenze sia la socialità, potrebbero:
– contattare insegnanti qualificati (ossia con titoli e competenze che attestino il loro ruolo di docente);
– sviluppare una didattica per progetti;
– adottare un approccio cooperativo, favorendo il lavoro in gruppo;
– creare dei network con il territorio;
– affiancare alla formazione parentale un’educazione protesa all’autonomia e al senso del dovere;
– valorizzare i talenti e insegnare come condividerli nella società odierna (italiana).

Per chi fosse interessato a ricevere chiarimenti oppure consigli, scrivetemi qui martinabrazzolotto@gmail.com
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